Mozione Fassino:sintesi

admin 04 / 03 / 2007

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1) Perchè l’Italia torni a crescere

L’Italia è a un passaggio cruciale della sua storia.
E’ in discussione il suo futuro nel mondo nuovo che si sta formando. La globalizzazione ridisegna assetti economici, sociali, demografici, la rivoluzione tecnologica abbatte barriere e distanze, mentre un utilizzo dissennato delle risorse mette a rischio l’equilibrio dell’ecosistema del pianeta. Questi grandi mutamenti rappresentano per l’Italia una sfida decisiva.
Abbiamo tutte le risorse materiali, intellettuali e morali per tornare a essere grandi, per competere sulla fascia alta dei mercati mondiali, per promuovere eguaglianza e giustizia sociale, per dare nuova linfa vitale alle istituzioni democratiche.
Questa è la missione storica che assegnamo al Partito Democratico: un nuovo soggetto politico capace di guidare l’Italia in un passaggio storico della vita nazionale.
All’Italia serve un Partito riformista grande e autorevole, come nel resto d’Europa, che superi la frammentazione partitica, che dia respiro e incisività alle scelte riformiste e rafforzi per questa via la stessa coalizione e il governo.
Se c’è l’unità dei riformisti, come dimostra per ultima la vicenda della legge sui diritti dei conviventi, il governo riesce a trovare una sintesi condivisa anche sui temi più complessi, a rispondere alla domanda di innovazione.
Il governo dell’Unione ha avviato il cambiamento, con una politica estera autorevole e votata al multilateralismo; con la politica delle liberalizzazioni, segno tangibile della volontà di modernizzare l’economia e liberare risorse e opportunità. Il 2007 dovrà essere l’anno di riforme strutturali che consentano di sconfiggere quelle incrostazioni corporative, arretratezze e rigidità che mortificano merito, competenza e spirito di iniziativa, che negano di fatto il diritto di tutti ad avere pari opportunità.
Ma l’azione di governo, da sola, non basta.
Occorre una grande forza politica che agisca nella società, che elabori e rappresenti le istanze di cambiamento, di giustizia, di libertà.
In questi dieci anni l’idea dell’Ulivo ha fatto molta strada.
E proprio perché abbiamo alle spalle l’esperienza dell’Ulivo, dunque, oggi possiamo andare ancora oltre, ponendoci l’obiettivo ambizioso di far nascere il Partito Democratico.
Il Partito Democratico nasce su proposta di Romano Prodi e per volontà dei Democratici di Sinistra e della Margherita, ma unire il riformismo italiano significa coinvolgerne tutte le espressioni politiche e culturali: socialiste, cattoliche, repubblicane, laiche e ambientaliste.
Ai filoni storici del riformismo italiano devono accompagnarsi nuove culture essenziali per un riformismo che guarda al futuro: la cultura ecologista, le culture femminili e di genere, il vasto mondo della solidarietà e dell’associazionismo democratico.
E, contemporaneamente, serve un’apertura a saperi, competenze, esperienze che si riconoscono nel riformismo e nei suoi valori di progresso e che vivono, al di là dei partiti, nella società civile.
Questo è il significato del processo costituente. Vogliamo che a decidere del percorso e dell’obiettivo finale siano in tanti: i cittadini già iscritti ai partiti ma anche i cittadini che non lo sono.

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