Per il Partito Democratico
admin 06 / 03 / 2007
Il congresso dei Democratici di Sinistra inaugura una fase nuova di riflessione politica proiettando i valori della sinistra dentro il XXI secolo.
In particolare, l’evento ci aiuta ad attraversare i tempi nuovi, interrogando le nostre storie e le nostre identità politiche. Tempi nuovi che scuotono le nostre certezze, le nostre tradizioni, le nostre appartenenze. E che si affermano nel momento in cui la “fine del mondo”, concetto-limite e impensabile, appare all’orizzonte come esito di uno sviluppo ottuso, irresponsabile, letale.Il “global warming”, il grande tema della sostenibilità, la comparsa dei giganti economici asiatici, la globalizzazione, le nuove forme del lavoro dettano le priorità che rendono obsolete molte culture del Novecento. I vecchi paradigmi di analisi politica e sociale non ci aiutano a comprendere un mondo-rete che macina nuove informazioni e conoscenze inedite trasmesse alla velocità della luce.
Il percorso politico intrapreso dai Democratici di Sinistra apre scenari densi di opportunità, liberando spazi e risorse, revocando in dubbio molte convinzioni che oggi assomigliano più all’oppio di Marx che a strumenti di conoscenza del mondo.
Il dubbio si trova alla radice della modernità e permette di abbattere le paratie che impediscono la comunicazione tra le diverse istanze della politica, della cultura e dell’economia. Il dubbio richiede coraggio ed espone al rischio, crea tensioni e angosce, induce a tormenti riflessivi. Ma è anche uno strumento di liberazione e di emancipazione.
La fase costituente del Partito Democratico rappresenta l’occasione per rimettere in gioco le identità e i ruoli di una politica non più in grado di produrre innovazioni e passioni. L’occasione di poter scomporre, collettivamente, le identità e le culture, per costruirne di nuove, anche eccentriche rispetto a quelle del riformismo socialista e cattolico.
La città di Orvieto deve stare compiutamente in questo passaggio per diventare un laboratorio di nuova politica.
Dobbiamo adeguare e ricomporre gli strumenti di lettura e di progetto ponendo al centro i temi dello sviluppo sostenibile, della partecipazione, della democrazia, della circolazione di conoscenze e informazioni, dell’etica della responsabilità, della meritocrazia.
Il rinnovamento della classe dirigente è la questione centrale. Abbiamo bisogno di una “visione” del futuro più vicina alle pulsazioni della modernità, alle sensibilità emergenti, alle fonti di innovazione sociale e culturale. Una classe dirigente che deve farsi “intelligenza collettiva”, aperta al meticciato delle culture e delle idee, emanazione di un potere diffuso, orizzontale e dialogico.
Un partito nuovo nella nostra città può crescere a partire da una convinta adesione di persone che vogliono superare il “compromesso al ribasso” (fatto di tutele anacronistiche, scarsa partecipazione, rendite,) e partecipare ad un nuovo patto per lo sviluppo in cui l’intelligenza, il talento, la creatività siano centrali e siano costantemente valorizzati da politiche di formazione e di promozione sociale.
Sosteniamo il progetto per il Partito Democratico perché pensiamo che al suo interno le passioni e i valori della sinistra possano trovare una più ampia adesione e un fecondo terreno di confronto.
Anche ad Orvieto la politica deve essere “liberalizzata” per riaffermare i valori della sinistra e per ridare coerenza alle idee e alle parole. Una liberalizzazione che, restituendo fluidità e libertà alle relazioni, contribuisca a ricomporre la frattura tra politica e società.
Per tali ragioni sottoscriviamo la mozione Fassino “Per il Partito Democratico”.
Agnus Dei Pensi Gabriele
Belcapo Donatella
Cambri Riccardo
Costantini Elisa
Formica Marianna
Formiconi Simone
Fracchia Annalisa
Giorgetti Daniele
Giovannini Federico
Mortini Anna Rita
Pompei Simone
Sarri Alessio
Tarparelli Vittorio
Trappolino Carlo Emanuele
Vincenzi Pier Paolo
Orvieto, 3 marzo 2007