admin 23 04, 2007
Siccome ritengo di non dover assecondare la barbarie ed essendo ritornati quei commenti che, nella loro sproporzione, misurano solo la miseria di chi li scrive, sto pensando di chiudere questa possibilità di interazione lasciando un indirizzo email per chi volesse comunque contribuire o accettando solo quelli degli utenti registrati. Non mi piace l’anonimato ma talora lo comprendo. Ma quando diventa copertura dell’infamia, dell’oltraggio e della demenza allora la mia comprensione ha termine.
Mai avrei voluto fare il censore e avevo deciso di pubblicare TUTTI i contribuiti prescindendo dalla loro gradevolezza o partigianeria. Ritenevo che, in un momento come questo la politica necessitasse di maggiore partecipazione (cosa negli anni passata poco praticata se non nella forma dell’adorante e acritico ossequio). Oggi constato che non vale la pena sostenere una pratica che deresponsabilizza l’individuo lisciando il pelo ai peggiori sentimenti sociali.
Questo il mio contestabile pensiero.
Quando i tempi saranno maturi, ritorneremo ai commenti ma per ora invito i “coraggiosi” (e ce ne sono) a mettere la propria faccia accanto alle proprie idee in ragione del fatto che una politica nuova si fa con la faccia delle persone e non con i sussurri infamanti delle ombre.
[ Vittorio Tarparelli ]
Monica (che si è sempre firmata con nome e cognome) mi ha inviato questo commento che merita invece d’essere ben evidenziato. Grazie Monica.
Se mi permetti, Vittorio, chiudere questo spazio sarebbe a mio avviso dar ragione ai pochi deficienti che non hanno capito che le parole hanno tempi, modi e spazi per essere usate. Condivido il commento di Gianni Cardinali su Orvietosi: “Avete notato quanto poca gente si firma e, quanta, comunque, ha voglia di dire senza esporsi perché ha, giustamente, timore di chi ha potere? Se mi si permette, non solo maschile!! Se fossi in voi, smetterei di colpo l’abitudine a pubblicare scritti anonimi, ovunque, anche nei “blog” e nei “forum”. L’educazione alla responsabilità personale è uno degli obiettivi fondamentali di un paese ancora troppo poco abituato alla democrazia civile. Se fossi in voi, non pubblicherei neanche gli scritti con gravi errori di grammatica o sintassi. Chi non sa scrivere, perché ha studiato poco o imparato poco, è bene che partecipi mediante altre forme.”
Bene per me Gianni ha ragione, o uno prende la penna e/o la tastiera in mano e firma i propri interventi oppure che senso ha una idea senza un uomo e una donna dietro? Pasquino non sarà con me, ha già spiegato i motivi che lo inducono in un infelice ma necessario anonimato. Ma penso che ognuno abbia il diritto/dovere di esprimere le proprie idee, ma se lo fa, che lo faccia con il giusto senso di responsabilità che ne consegue. Che poi il mondo, non solo il web, sia pieno di imbecilli che si spacciano per intelligenti, beh su questo non possiamo fare molto. Perdonami, la mia è solo una opinione e tale vuole rimanere.
Con stima, Monica Riccio.
Un grazie anche Simone per la qualità della riflessione e per il buon senso. Questo il suo commento:
Credo che chiudere questo Blog sia un grave errore. La tua, Vittorio, non è censura è solo amministrazione di uno spazio. Sarebbe stata censura se avessi cancellato commenti “scomodi”, invece nello specifico parliamo di sproloqui. Chiunque scriva qualcosa si deve assumere la responsabilità di ciò che afferma, per questo sarebbe necessaria la registrazione degli utenti.
Se l’autore del commento incriminato avesse preso parte ad una riunione, ed avesse detto quanto è stato pubblicato, cosa avresti fatto? Avresti interrotto definitivamente la riunione e mandato tutti a casa, oppure avresti allontanato solo questo individuo? Penso la seconda soluzione o sbaglio? Anche sulle strade c’è chi passa con il rosso e chi non rispetta i limiti di velocità ma non per questo possiamo chiudere le strade.
Ciao e a presto
Segnalo il commento di David Orsini al quale va la mia più totale stima. Grazie David
Caro Vittorio,
vorrei prendere parte, molto brevemente, alla discussione su quanto sta avvenendo in questi giorni. Non torno sulla vicenda di Liliana Grasso perche’ la mia idea l’ho gia’ espressa sul blog di Orvietonews, purtroppo sospeso a causa dell’incivilta’ di qualche nevrotico che non ha meglio da fare che scrivere insulti e porcherie varie. A questo proposito mi preme sottolineare che, sebbene io abbia posizioni molto critiche rispetto alla parte politica che mette a disposizione questo blog (cosa risaputa e non celata), ho apprezzato molto il fatto che sia stato creato questo spazio di confronto. Lo apprezzo ancora di piu’ perche’ ho visto pubblicati molti commenti ed interventi certamente non teneri con la vostra parte politica. Cio’ rende il blog ancora piu’ meritevole di apprezzamento, considerando che fino a pochi mesi fa esporre le proprie idee a proposito del potere costituito orvietano era possibile soltanto attraverso lettere e comunicati. Detto cio’ bisogna considerare varii aspetti legati alla questione che tu, Vittorio, hai sollevato con tanta pena. Da una parte la necessita’ di consentire a chiunque di intervenire e di esprimersi liberamente, dall’altra c’e’ l’esigenza di tutelare persone e simboli che possano venire insultati senza riguardo per la materia di cui si sta parlando. Fare distinguo e monitorare i contenuti degli interventi e’ un’opera stressante, faticosa, a volte frustrante. Ma la democrazia ha questi costi. Mi permetto dunque di invitare te, e quanti amministrano quasto blog, a non chiudere baracca, a non chiudervi e chiuderci la bocca. Credo che ci siano spazii di manovra per evitare di buttare via il bambino con l’acqua sporca. Per quanto mi riguarda, penso che bisognerebbe sempre mostrare la propria faccia in pubblico e firmarsi quando si interviene in un dibattito. Capisco pero’ chi per motivi legati all’esigenza di non apparire voglia firmare con uno pseudonimo. Nei blog orvietani questa pratica e’ assai diffusa. Ho la netta impressione che ci siano molte persone le quali hanno paura di manifestare le proprie idee avendo timore di ritorsioni da parte di chi puo’ decidere di esercitare il proprio potere in modo illegittimo e a volte immorale. Forse dovremmo cominciare a chiederci anche com’e’ mai cosi’ tanta gente in questa piccola cittadina e’ cosi’ timorosa di farsi avanti e manifestare le proprie idee. specialmente fuori dai partiti. Pressioni e minacce hanno spesso un ruolo fondamentale nella nostra vita politica e chi parla puo’ farlo perche’ non suscettibile di ricatti, e dunque libero, come ci insegna Cardinali. Dovremmo riflettere anche su questo. Detto cio’, coloro i quali si rendono responsabili di atti deplorevoli, quali insulti, calunnie. e veleni, beh, questi vanno certamente penalizzati ed esclusi dal dibattito. La liberta’ e’ un diritto, ma e’ anche un dovere esercitarla con il dovuto rispetto delle idee e delle istanze altrui.