Archivio della categoria 'Riformismo quello vero'

Decalogo per cambiare questa politica in crisi

admin 31 08, 2007

di Walter Veltroni (da l’Unità)

Se abbiamo voluto chiamare «democratico» il partito nuovo che stiamo costruendo, è anche e soprattutto perché è la democrazia la questione cruciale del nostro tempo. Siamo entrati nel ventunesimo secolo sull’onda delle speranze suscitate dalla vittoria della democrazia sui totalitarismi che avevano insanguinato il Novecento.

Ma oggi, quella corrente calda ha perso buona parte della sua forza, frenata dall’attrito con questioni dure, come il divario tra il carattere globale dei nuovi problemi (e dei nuovi poteri) e la dimensione ancora prevalentemente nazionale delle istituzioni politiche, la persistente debolezza delle istituzioni internazionali, la fatica con la quale avanzano i processi di integrazione sopranazionale e post-statuale, a cominciare dall’Unione Europea. E se perfino le grandi democrazie appaiono troppo piccole, è inevitabile che sia messo in dubbio il fondamento più profondo della democrazia stessa: quella visione umanistica della storia che ritiene possibile, per la coscienza e l’intelligenza delle donne e degli uomini, orientare il corso degli eventi. Perché ritiene che la storia non sia determinata meccanicisticamente dalla sola legge della necessità, ma possa essere influenzata dal responsabile esercizio della libertà.

Dirsi «democratici» oggi, significa dunque anzitutto lavorare per aprire alla democrazia orizzonti più ampi: a cominciare dal multilateralismo efficace nelle relazioni internazionali e da una visione politica e non solo mercantilistica dell’integrazione europea. E tuttavia, anche per contribuire ad aprire un nuovo ciclo, un ciclo sopranazionale, nella storia della democrazia, dopo quelli delle città antiche e degli Stati moderni, è necessario disporre di istituzioni nazionali forti, perché efficaci e legittimate, di un sistema politico capace di pensare in grande e di agire con rapidità e di un efficace e trasparente governo di prossimità.

Il nostro Paese non dispone oggi di istituzioni nazionali e di un sistema politico adeguati a questi fini. La democrazia italiana è malata, per così dire, su entrambi i lati del suo nome composto: quello della «crazia» ovvero dell’autorevolezza e della forza delle istituzioni; e quello del «demos», ovvero della legittimazione popolare della politica. Non è necessario dilungarsi nella descrizione: è sotto gli occhi di tutti la crisi di autorità di un sistema istituzionale e politico, qualunque sia il colore del governo del momento, allo stesso tempo costoso e improduttivo, tanto invadente nell’occupazione del potere e nell’ostentazione dei suoi segni esteriori, quanto impotente nell’esercitare il potere vero, quello che serve ad affrontare i problemi del Paese; tanto capace di frammentarsi inseguendo e cavalcando la degenerazione corporativa della società, quanto inadeguato al bisogno, che pure il Paese esprime, di unità, solidarietà, coesione attorno a obiettivi di bene comune.

La democrazia italiana sta andando in crisi per assenza di capacità di decisione, per la prevalenza della logica dei veti delle minoranze sulle decisioni delle maggioranze. La democrazia non può essere un’assemblea permanente che si conclude con la convocazione di un’altra assemblea. La democrazia è ascolto, partecipazione, condivisione. Ma, alla fine, è decisione. Lo disse Calamandrei durante i lavori della Costituente: «La democrazia per funzionare deve avere un governo stabile: questo è il problema fondamentale della democrazia. Se un regime democratico non riesce a darsi un governo che governi, esso è condannato. Le dittature sorgono non dai governi che governano e che durano, ma dalla impossibilità di governare dei governi democratici».

Il Partito democratico nasce per porre un argine a questa deriva, nella quale la politica stessa finisce per alimentare l’antipolitica, e per avviare, con la sua stessa costituzione, un’inversione di tendenza: dalla divisione all’unità, dall’invadenza alla sobrietà, dall’arroganza inconcludente alla forza dell’efficienza e della produttività. Per dare concretezza a questa linea di lavoro, Il Partito democratico al quale penso si impegnerà seriamente a fare dieci cose concrete.

Primo: superare l’attuale bicameralismo perfetto, assegnando alla Camera la titolarità dell’indirizzo politico, della fiducia al governo e della funzione legislativa e facendo del Senato la sede della collaborazione tra lo Stato e le autonomie regionali e locali. Senato e Camera manterrebbero potestà legislativa paritaria nei procedimenti di revisione costituzionale.

Secondo: operare una drastica riduzione del numero dei parlamentari, coerente con la specializzazione delle due Camere, 470 deputati e 100 senatori porterebbero l’Italia al livello delle altre grandi democrazie europee come quella francese alla quale sempre di più dobbiamo saper guardare.

Terzo: riformare la legge elettorale, in modo da ridurre l’assurda frammentazione e favorire un bipolarismo basato su competitori coesi programmaticamente e politicamente. Il governo sarebbe così capace di assicurare l’attuazione del programma per il quale è stato scelto dagli elettori, come in tutte le grandi democrazie europee. E, infine, la ricostruzione di un rapporto fiduciario tra elettori ed eletti, mediante la previsione per legge di elezioni primarie per la selezione dei candidati. Tutto questo è ora reso ancora più necessario dalla positiva sfida del referendum.

Quarto: rafforzare decisamente la figura del presidente del Consiglio, sul modello tipicamente europeo del governo del primo ministro, in modo da garantire unitarietà e coerenza all’azione del governo e coesione della maggioranza parlamentare, attribuendogli, ad esempio, il potere di proporre nomina e revoca dei ministri al presidente della Repubblica.

Quinto: rafforzare il sistema di garanzie nel sistema maggioritario e bipolare, in modo da scongiurare qualunque rischio di dittatura della maggioranza o di deriva plebiscitaria, prevedendo quorum rafforzati per la modifica della prima parte della Costituzione e per l’elezione delle cariche indipendenti, uno Statuto dell’opposizione, l’attribuzione alla Corte costituzionale delle controversie in materia elettorale, norme rigorose contro il conflitto d’interessi.

Sesto: previsione di una corsia preferenziale, con tempi certi, per l’approvazione dei disegni di legge governativi e voto unico della Camera sulla legge finanziaria nel testo predisposto dalla Commissione Bilancio, sulla falsariga dell’esperienza inglese.

Settimo: escludere nei regolamenti parlamentari la costituzione di gruppi che non corrispondano alle liste presentate alle elezioni e rivedere le norme finanziarie che oggi premiano la frammentazione, comprese quelle sul finanziamento pubblico dei partiti e della stampa di partito.

Ottavo: completare la riforma federale dello Stato, attuandone gli aspetti più innovativi, a cominciare dal federalismo fiscale e dalle forme particolari di autonomia che possono avvicinare le regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali, con uno sguardo particolare alle grandi aree metropolitane.

Nono: attuare l’articolo 51 della Costituzione, prevedendo almeno il 40 per cento di candidati donne e di capilista donne a pena di inammissibilità delle liste. Il Partito democratico applicherà alle proprie liste la quota del 50 per cento.

Decimo: riconoscere il voto ai sedicenni per le elezioni amministrative, valorizzandone l’apporto di freschezza e di entusiasmo essenziale per la rivitalizzazione delle democrazia e al tempo stesso la funzione di responsabilizzazione, di socializzazione e di apertura, essenziale nel delicato percorso dall’adolescenza alla maturità.

Si tratta, come è ovvio, di proposte aperte, che implicano un iter non semplice di revisione costituzionale e legislativa, che a sua volta presuppone la convergenza di un ampio schieramento di forze. Molte legislature sono trascorse invano, da quando il tema della riforma della politica, delle sue regole, delle sue istituzioni, è entrata nell’agenda del Paese. Ora la crisi di autorità della politica sta diventando un’emergenza democratica. Il Partito democratico al quale penso nasce per riportare l’Italia tra le grandi democrazie d’Europa. È una urgenza assoluta. Se non vogliamo che si avveri la lucida profezia di Calamandrei.

Veltroni: la rivoluzione fiscale in 10 mosse

admin 30 08, 2007

di Walter Veltroni

Caro direttore, Eugenio Scalfari ha ragione: l’esasperazione della discussione pubblica in materia di politica fiscale è la cartina di tornasole di una fase di difficoltà nei rapporti fra istituzioni e cittadini, fra politica e Paese. Luigi Einaudi, nel 1945, scrisse che “gli uomini vogliono istintivamente rendersi ragione del perché pagano; e se quella ragione non è spiegata chiaramente gridano all’ingiustizia”.

Dagli anni ‘90 la pressione fiscale italiana ha raggiunto livelli europei. In alcuni anni è diventata superiore alla media dell’Unione.

È aumentata così la percezione di un divario tra i sacrifici richiesti e le prestazioni fornite dallo Stato. Esse permettono ai cittadini italiani di fruire di servizi pubblici, come sanità e istruzione, ben più universali e meno costosi di quelli di altri paesi. Ma un divario esiste e dipende dal servizio di un pesante debito pubblico, i cui interessi si mangiano ogni anno quasi cinque punti di Pil. Ne consegue che se non si incide qui - riducendo il debito e riqualificando la spesa pubblica - il cittadino continuerà ad avere difficoltà a capire se quanto paga è il giusto.

Quella parte dell’opposizione che incita allo sciopero fiscale non è solo composta da “persone che hanno governato per cinque anni con la più ampia maggioranza della storia della Repubblica senza riuscire nemmeno ad abbassare l’Irap”, com’è stato ricordato da Luca Montezemolo. È composta da chi, in cinque anni di governo, ha aumentato di due punti e mezzo di Pil la spesa corrente primaria, più di 30 mld di Euro, senza neppure avviare quella riforma del welfare per i giovani che ha visto invece un importante primo passo nell’accordo di luglio fra Governo Prodi e Sindacati. E’ il mediocre funzionamento dello Stato una delle eredità più pesanti del passato remoto e recente. Non si possono aspettare decenni per un ponte o un’autostrada. E’ la competitività italiana a rimetterci.

Quindi, è indispensabile che il Partito Democratico assuma un preciso vincolo: ogni euro di nuova spesa corrente dovrà essere ricavato da un risparmio. Così proseguendo negli anni - e con un buon ritmo di crescita - la spesa corrente primaria potrà essere stabilizzata, in rapporto al Pil, poco al di sotto delle dimensioni attuali. Come? Abbandonando la logica dei tagli orizzontali e giustificando ogni spesa di ogni apparato pubblico dal primo all’ultimo Euro. Poi, misurazione dei risultati, a partire dai dirigenti, premio al merito, penalizzazione del disimpegno; ristrutturazioni e razionalizzazioni nella pubblica amministrazione; eliminazione delle tante duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni e uffici pubblici oggi esistenti. In questo modo potranno essere finanziate quelle politiche per la qualità e la mobilità sociale - un sistema universale di ammortizzatori sociali, gli asili nido, la non autosufficienza - che sono indispensabili per lo sviluppo e la coesione.

Le risorse per la spesa in conto capitale? Anche qui non potremo contare su aumenti tributari. Occorre sempre più ricorrere a schemi di finanziamento e di gestione attrattivi per capitali privati in cerca di impieghi poco rischiosi e, per la parte pubblica, a nuove politiche del patrimonio. O si gestisce questo patrimonio in modo da ricavarne le risorse necessarie per pagare una quota significativa degli interessi sul debito. O si adottano soluzioni per un’alienazione parziale e selettiva di questo patrimonio, garantendo la piena tutela dei beni culturali e ambientali. In entrambi i casi, è necessaria un’intesa tra Stato centrale ed Autonomie regionali e locali. Il centro-destra si è mosso su una linea opposta: ha finanziato nuova spesa permanente con i proventi una tantum delle dismissioni, non ha ricercato il consenso degli enti locali, ha alienato “all’ingrosso” e non selettivamente. In ogni caso, hic Rhodus: senza chiamare l’attivo patrimoniale a concorrere alla riduzione del debito, sarà quasi impossibile quel rapido salto negli investimenti materiali (strade, porti, ferrovie, aeroporti, metropolitane) e immateriali (la formazione, e cioè i cervelli dei nostri ragazzi) che solo può far tornare a crescere la produttività del sistema.

Ecco allora, nella strategia in dieci mosse che penso per il Partito Democratico, il primo impegno. Se saremo in grado di seguire gli indirizzi appena descritti su spesa e debito, accompagnandoli a quella radicale azione di riduzione dei costi della politica e di robusta iniezione di criteri meritocratici nella gestione di tutti i pubblici servizi, potremo credibilmente assumere l’impegno a ridurre la pressione fiscale, stabilizzandola nel tempo almeno due punti di Pil sotto il livello del 2006.

Secondo, a mutare deve essere la composizione interna della pressione fiscale, che oggi è sperequata a svantaggio dei contribuenti leali e a favore di quelli meno onesti. I dati delle entrate 2006 e 2007 ci dicono che - finita l’era dei condoni - il Paese si è messo sulla strada giusta: l’area dell’evasione resta molto grande, ma ha cominciato a ridursi. Merito del Governo Prodi e, in particolare, del Vice Ministro Visco. È arrivato il momento che aspettavamo da tempo: quello di restituire ai contribuenti leali - lavoratori dipendenti, autonomi, famiglie e imprese - tutto quello che si ricava dal successo nella lotta all’evasione.

Terzo, un nuovo patto fiscale si scrive non solo con i controlli severi, ma anche con la semplificazione. Un esempio concreto sarebbe il varo di un regime semplificato per le microimprese (fino a 25-30 mila Euro di ricavi), 800 mila piccoli contribuenti per i quali è sensato riunificare tutti gli adempimenti in un solo atto. E’ indispensabile poi semplificare i pagamenti (fisco telematico per tutti) e promuovere tutte le forme di ravvedimento operoso.

Quarto, un importante elemento di fiducia è l’impegno dello Stato alla certezza delle regole fiscali: mai e poi mai, per nessuna ragione, norme fiscali con effetti retroattivi.

Quinto, il tema del trattamento fiscale della famiglia è legato al nuovo patto intergenerazionale di cui ho parlato al Lingotto, basato sul contrasto di tutte le nuove povertà: un capitolo che considero un fronte essenziale per il Partito Democratico (lotta al precariato, tutele sociali per i giovani, casa, aiuto alle famiglie con bambini). Indirizzi in questo senso sono emersi nella Conferenza sulla famiglia di Firenze, condotta con competenza dal Ministro Bindi. Siamo nelle condizioni, nell’arco di pochi anni, di varare un’ambiziosa riforma dei sistemi di sostegno fiscale alle famiglie, con la costruzione di un unico istituto che riunifichi detrazioni e assegni familiari. Una vera e propria “dote fiscale” per i figli e per la famiglia, che riduce automaticamente l’imposta sui redditi e, per coloro che stanno sotto i livelli minimi di imponibile, diventa un’”imposta negativa”, e cioè un contributo monetario al nucleo familiare da parte dello Stato. Si tratterebbe di un grande passo avanti nell’equità e nella lotta alla povertà: 2.500 euro per ogni figlio (con cifre declinanti all’aumentare del reddito familiare) corrisposti tramite detrazione e, per l’eventuale differenza, se l’imposta da pagare non è abbastanza alta, con un trasferimento monetario diretto.

Sesto, mi sembra ottima l’idea di uno scambio tra minori incentivi e contributi alle imprese e minori imposte: una strada che può portare a ridurre di cinque punti l’aliquota dell’imposta sulle società.

Settimo, il sistema di ammortamento fiscale degli investimenti va aggiornato al nuovo contesto tecnologico: oggi l’obsolescenza delle macchine è veloce e il Paese ha tutto l’interesse a sostenere cicli accelerati di investimenti delle imprese. Anche sulle spese per ricerca e sviluppo occorre studiare proposte innovative, ad esempio schemi per la loro deducibilità anticipata.

Ottavo, un accorto uso della leva fiscale deve favorire anche i redditi da lavoro dipendente. Va in questa direzione l’accordo di luglio, che consegna alla contrattazione decentrata spazi più ampi per generare aumenti di produttività e per redistribuirne i vantaggi ai lavoratori, contribuendo così alla soluzione di quella questione salariale che si è da tempo riaperta. Andrà prevista una graduale restituzione del “drenaggio fiscale”, anche per favorire lo svolgimento della futura tornata contrattuale.

Nono, il Governo ha avviato, riducendo il cuneo fiscale, un intervento sull’Irap, venendo incontro a richieste disattese dal precedente esecutivo. Nell’immediato, si è fatto davvero molto. Nel lungo periodo, mi chiedo se non sia possibile proseguire su questa strada, ampliando l’area della deducibilità dell’Irap e definendo misure compensative per una sanità risanata e affidata a manager scelti con criteri obiettivi.

Decimo, il Partito Democratico dovrà impegnarsi per un federalismo moderno e solidale. Mentre la precedente legislatura è passata invano, in un anno il Governo ha messo a disposizione del Parlamento un pacchetto di possibili riforme: codice delle autonomie, federalismo fiscale, riforma delle Conferenze inter-istituzionali. E’ l’occasione per semplificare l’azione pubblica nel nostro Paese, per definire “chi fa cosa” in un sistema di governance multilivello che oggi è spesso bloccato dai veti incrociati.

La lotta alle povertà vecchie e nuove, la creazione di opportunità per le imprese, la crescita e la più equa distribuzione della ricchezza sono tutte facce della stessa medaglia. Il giorno in cui il centrosinistra italiano avrà accettato questa sfida, sarà il giorno in cui potrà aspirare a diventare maggioritario.

(30 agosto 2007)

www.repubblica.it

Un partito maggioritario

admin 24 08, 2007

di Walter Veltroni

L’Italia ha bisogno di un partito che si proponga di dare cultura di governo al bipolarismo italiano. Se le parole hanno un senso, questo significa che il Partito democratico nasce per superare l’idea che quel che conta è vincere le elezioni. Ovvero battere lo schieramento avversario mettendo in campo la coalizione più ampia possibile, a prescindere dalla sua coerenza interna e dalla sua effettiva capacità di governare il Paese.

Il Partito democratico nasce per affermare un’idea diversa e nuova: quel che conta è governare bene, sulla base di un programma realistico e serio. E lo schieramento che si mette in campo deve essere coerente con questo obiettivo. Non si tratta solo di un ribaltamento dello schema tattico che ha dominato il bipolarismo italiano in questa lunga transizione. Si tratta di una rivoluzione culturale e morale. Si tratta di restituire moralità alla politica. Si potrebbe dire che si tratta di affermare una visione “antimachiavellica” della politica stessa: scopo della politica non è organizzare la forza necessaria alla conquista e alla conservazione del potere. Questo è semmai un vincolo strumentale, che non può e non deve essere trascurato. Ma il fine della politica deve essere un altro: deve essere il perseguimento dell’interesse del Paese, attraverso la costruzione del necessario consenso attorno a un programma di governo.
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Liberalizzazioni atto secondo

admin 30 03, 2007

l decreto sulle liberalizzazioni è diventato legge: ecco le novità.

TELEFONIA MOBILE

LA TRASPARENZA E’ D’OBBLIGO: IL COSTO DELLA RICARICA DEVE CORRISPONDERE AL TRAFFICO TELEFONICO ACQUISTATO

- per la ricarica dei cellulari si paga quello che si consuma: stop ai costi fissi e ai contributi per la ricarica di carte prepagate (anche via bancomat o in forma telematica) aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto. Gli operatori si sono adeguati dal 5 marzo scorso.

- il credito telefonico delle carte prepagate non può più avere una scadenza (oggi è generalmente pari a 12 mesi). Ogni clausola difforme è nulla.

- d’ora in poi le offerte tariffarie dei differenti operatori della telefonia mobile, a seguito della direttiva dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, evidenzieranno tutte le voci che compongono l’effettivo costo del traffico telefonico per consentire ai consumatori un adeguato confronto.

OGNI VOLTA CHE COMPONI UN NUMERO DI CELLULARE PUOI SAPERE PRIMA IL NOME DELLA COMPAGNIA TELEFONICA CHE STAI CHIAMANDO

- L’utente non rischierà più di chiamare un numero di cellulare pensando, erroneamente, di usufruire di una telefonata economicamente più vantaggiosa perché appartenente alla sua stessa compagnia. L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, infatti, determina le modalità per consentire all’utente, a sua richiesta, al momento della chiamata da numero fisso o cellulare e senza alcun addebito, di conoscere l’indicazione dell’operatore che gestisce il numero chiamato.

TELEFONIA FISSA, INTERNET E TV

LIBERTA’ DI RECEDERE DAL CONTRATTO ED ELIMINAZIONE DEL COSTO DI RICARICA

- anche per la ricarica delle carte prepagate Tv e Internet si paga quello che si consuma. La norma originariamente prevista per la telefonia mobile è stata estesa anche a questi settori. Il divieto scatta dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

- salta l’obbligo per gli utenti di restare fedeli agli operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata: i contratti di adesione stipulati con tali operatori devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto e di trasferire l’utenza in qualsiasi momento e senza spese non giustificate da costi dell’operatore (alcuni operatori oggi impongono la fornitura del servizio per 12 mesi). Gli operatori non possono, inoltre, imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni.

RAFFORZATI I POTERI DELL’AGCOM

- Spetta all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) il compito di vigilare sull’attuazione delle nuove disposizioni, di stabilire ove necessario le modalità attuative e di comminare le sanzioni in caso di violazione.

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STRADE E AUTOSTRADE

TRASPARENZA SU PREZZI CARBURANTI E AVVISI TEMPESTIVI IN CASO DI INCIDENTI

- Tabelloni posti all’inizio e lungo la tratta daranno informazioni su:
1) listino prezzi comparati delle stazioni di servizio presenti lungo il percorso
2) gravi limitazioni del traffico che saranno segnalate prima del pagamento del pedaggio

- apposite convenzioni consentiranno all’automobilista di ricevere le stesse informazioni via radio e sms.

- il Ministero dei Trasporti, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, sottopone al Cipe una proposta per disciplinare, senza oneri aggiuntivi per il bilancio pubblico, nell’ambito delle concessioni autostradali e stradali, l’installazione di questi nuovi strumenti di informazione e la sottoscrizione di convenzioni con emittenti e gestori di telefonia.

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TARIFFE AEREE

STOP A OFFERTE NON TRASPARENTI LE COMPAGNIE DEVONO INDICARE IL PREZZO EFFETTIVO DEL SERVIZIO (PREZZO NETTO + COMPONENTI DEL SUPPLEMENTO)

- il cittadino ora non sarà più ‘sedotto’ da offerte ingannevoli. Numerose sono, infatti, le offerte promozionali nelle quali il prezzo netto figura in un campo decisamente visibile al cittadino e, invece, il supplemento (spesso denominato “tasse” senza specificare di cosa si tratti) figura in un campo visivo minimale, oltre ad essere indicato con caratteri minuscoli. Un supplemento che porta il prezzo effettivo per il consumatore a lievitare enormemente.

- saranno vietate le offerte e i messaggi pubblicitari di voli aerei recanti l’indicazione del prezzo al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi. Fra 30 giorni simili offerte e messaggi saranno sanzionati quali pubblicità ingannevole.

- le compagnie aeree dovranno anche indicare quanti posti sono disponibili al prezzo indicato nella promozione e per quali delimitati periodi è valida l’offerta.

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ALIMENTI CONFEZIONATI

FINISCE ‘LA CACCIA’ ALLA DATA DI SCADENZA

- finalmente la data di scadenza dei prodotti alimentari confezionati salterà agli occhi immediatamente.

- l’indicazione della data di scadenza o del termine minimo di conservazione dei prodotti alimentari deve essere posta sulla confezione in uno spazio di facile individuazione da parte del consumatore e deve essere chiaramente leggibile e scritto in modo indelebile.

- le industrie alimentari avranno 180 giorni per modificare le confezioni dei prodotti, mentre i prodotti già immessi sul mercato possono essere commercializzati fino allo smaltimento delle scorte.

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ASSICURAZIONI

AGENTI PLURIMANDATARI ANCHE PER IL RAMO DANNI

- Le compagnie assicurative non possono stipulare con i propri agenti contratti che prevedano clausole di distribuzione esclusiva di polizze relative al ramo danni. Si estende così a tutto il ramo danni (incendio, furto, infortuni ecc…) il divieto previsto dall’art.8 della legge 248/06 di quest’estate e che scatterà dal 2008 per le polizze Rc auto. L’obiettivo è quello di aumentare il livello di concorrenza e la possibilità di scelta da parte del consumatore. [I nuovi contratti di agenzia, successivi alla legge di conversione, dovranno essere stipulati in base alla nuova normativa. Per i vecchi contratti, l’adeguamento dovrà comunque avvenire entro il 1° gennaio 2008].

STOP AL VINCOLO DI DURATA DECENNALE PER POLIZZE RAMO DANNI

- Le compagnie di assicurazioni non potranno più offrire polizze pluriennali con il vincolo decennale di durata, come attualmente previsto dal Codice Civile. Il contraente avrà la possibilità di disdire il contratto, di anno in anno, senza costi.
In sostanza il consumatore, di fronte ad eventuali condizioni più vantaggiose da parte di altre compagnie, sarà libero di chiudere il contratto prima della scadenza finale prevista originariamente e quindi scegliere liberamente. In questo modo il governo pone rimedio ad una anomalia tutta italiana che ha prodotto effetti negativi sulla concorrenza del settore. [Per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del decreto la facoltà di recesso può essere esercitata soltanto dopo il terzo anno di vigenza del contratto.]

STOP A PEGGIORAMENTO IMMOTIVATO DELLA CLASSE BONUS-MALUS RC AUTO

- un consumatore che stipula un nuovo contratto Rc Auto per un ulteriore veicolo acquistato della medesima tipologia (automobile con automobile, motorino con motorino), anche di proprietà di un familiare convivente, ha diritto all’assegnazione della classe di merito risultante dall’ultimo attestato di rischio sul veicolo già assicurato.

- l’attestato di rischio conserva la sua validità fino a 5 anni, anche in caso di interruzione dell’uso del veicolo.

- in caso di sinistro l’impresa di assicurazione non può variare in senso sfavorevole all’automobilista la classe di merito fino a quando non sarà accertata l’effettiva responsabilità. Nei casi in cui non sia possibile accertare la responsabilità principale, si prevede il computo pro quota in relazione del numero dei conducenti coinvolti nel sinistro ai fini della eventuale variazione di classe.

- le compagnie di assicurazione devono comunicare tempestivamente tutti i casi di variazione peggiorativa della classe di merito degli automobilisti, in ossequio ai principi di trasparenza e di pubblicità.

CON UN CLICK METTI A CONFRONTO LE POLIZZE RC AUTO I CONSUMATORI POTRANNO AVERE INFORMAZIONI TEMPESTIVE SULLE TARIFFE PRESENTI SUL MERCATO

- il Ministero dello Sviluppo economico, utilizzando i dati che saranno messi a disposizione dall’Isvap, organizzerà un servizio on line per consentire la scelta della polizza Rc auto più conveniente, a seguito della comparazione tra i prezzi di mercato offerti per il singolo profilo individuale.

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MUTUI IMMOBILIARI

NIENTE PIU’ SPESE NOTARILI E TEMPI PIU’ RAPIDI PER LA CANCELLAZIONE DELL’IPOTECA

- dopo aver pagato interamente il mutuo contratto con una banca o una società finanziaria o un ente previdenziale, il cittadino-consumatore per avere la piena disponibilità del proprio immobile non si dovrà più fare carico di adempimenti e spese (notaio e quietanza da parte dell’istituto finanziario).

- l’ipoteca si estingue automaticamente sia una volta completato il pagamento del mutuo, sia alla sua scadenza naturale, a prescindere dalla durata.

- Il cittadino riceverà automaticamente e senza spese la quietanza di avvenuto pagamento da parte dall’istituto finanziario il quale ne trasmetterà una copia all’Agenzia del Territorio (conservatoria dei registri immobiliari) secondo modalità fissate da un provvedimento che l’Agenzia emanerà entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

- il conservatore procederà d’ufficio a cancellare definitivamente l’ipoteca decorsi 30 giorni dal momento in cui ha ricevuto la quietanza da parte dell’istituto finanziario.

- per i vecchi mutui già estinti e per i quali non sia stata ancora cancellata l’ipoteca, il cittadino può usufruire della nuova procedura richiedendo all’istituto finanziario la quietanza di avvenuto pagamento con lettera raccomandata.

NIENTE PIU’ PENALE IN CASO DI ESTINZIONE ANTICIPATA DEI MUTUI IMMOBILIARI

- Non si pagano più penali in caso di estinzione anticipata di mutui contratti con istituti finanziari, banche ed enti di previdenza per acquistare o ristrutturare unità immobiliari ad uso privato o adibite allo svolgimento della propria attività economica e professionale da parte di persone fisiche. Questa misura si applica ai mutui stipulati a partire dal 2 febbraio 2007 (giorno dell’entrata in vigore del decreto legge).

- Per i mutui contratti prima del 2 febbraio 2007 il costo effettivo a carico del cliente, in caso di estinzione anticipata, verrà stabilito da un accordo tra l’Abi e le associazioni dei consumatori. Entro il 3 maggio (a 90 giorni dall’entrata in vigore) Associazione bancaria e consumatori dovranno, infatti, definire le regole generali di riconduzione ad equità dei contratti di mutuo in essere mediante, in particolare, la determinazione della misura massima dell’importo della penale dovuta per il caso di estinzione anticipata o parziale del mutuo. In caso di mancato accordo tra le parti, deciderà la Banca d’Italia entro i successivi 30 giorni . Gli istituti non potranno rifiutarsi di rinegoziare i mutui secondo le nuove regole contenute nell’accordo.

PORTABILITA’ DEL MUTUO

- dal 2 febbraio il cliente di un istituto finanziario, di una banca o di un ente previdenziale può trasferire il mutuo contratto ad un’altra banca, anche mediante scrittura privata e senza perdere i benefici fiscali previsti per la prima casa.

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IMPRESA PIU’ FACILE

IN UN GIORNO PUO’ NASCERE UNA NUOVA IMPRESA

UNA COMUNICAZIONE UNICA AL REGISTRO DELLE IMPESE SOSTITUISCE TUTTI GLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI FINORA PREVISTI

VIENE RILASCIATA IN TEMPO REALE UNA RICEVUTA CHE DA’ ISTANTANEO VIA LIBERA ALLA NUOVA ATTIVITA’

- gli adempimenti amministrativi di carattere nazionale previsti per l’iscrizione al registro delle imprese, all’Inps, all’Inail e per l’ottenimento del codice fiscale e della partita Iva verranno sostituiti da una comunicazione unica.

- l’interessato , a fini dell’avvio dell’attività di impresa, presenta all’Ufficio del registro delle imprese della Camera di Commercio, di norma per via telematica o su supporto informatico, la comunicazione unica per gli adempimenti necessari. Verrà così rilasciata subito una ricevuta che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività imprenditoriale, se sussistono i requisiti di legge. Le amministrazioni pubbliche, naturalmente, continueranno a svolgere i controlli sulle attività di impresa, ma questo non potrà più ostacolare l’avvio delle attività.

- la stessa procedura si applica anche in caso di modifiche o cessazione dell’attività d’impresa;

- la Camera di commercio assicurerà, gratuitamente, d’intesa con le associazioni imprenditoriali, l’aiuto necessario ai privati, considerato che, per garantire la rapidità, le comunicazioni e gli atti amministrativi dovranno svolgersi per in via telematica.

- entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, i ministeri interessati definiranno la modulistica necessaria per la compilazione e la trasmissione delle domande. In ogni caso gli aspiranti imprenditori potranno utilizzare, per i sei mesi successivi a questo provvedimento, la procedura tradizionale.

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IMPRESE E MESTIERI PIÙ LIBERI

PIU’ SEMPLICE ACCEDERE ALL’ATTIVITA’ DI
PARRUCCHIERE, ESTETISTA, PULIZIA, DISINFEZIONE, FACCHINAGGIO, AUTOSCUOLA

PER ACCEDERE E’ SUFFICIENTE FARE LA DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA’ SALTANO I CRITERI DELLA DISTANZA MINIMA E I PARAMETRI NUMERICI PRESTABILITI

- nel caso di parrucchieri, barbieri ed estetiste restano necessari i requisiti di qualificazione professionale, ove prescritti, e la conformità dei locali ai requisiti urbanistici ed igienico sanitari. Inoltre, barbieri, parrucchieri ed estetiste sono liberi di decidere se e quando stare chiusi durante la settimana.

- nel caso di imprese di pulizia, disinfezione, restano necessari, ove già richiesti, i requisiti di onorabilità e capacità economico finanziaria. Queste attività possono essere esercitate solo nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di tutela del lavoro e della salute, oltre che della normativa in materia di smaltimento dei rifiuti speciali o tossici. Per le imprese di facchinaggio non sono più necessari i requisiti di capacità economico finanziaria.

- nel caso delle autoscuole resta obbligatorio il rispetto dei requisiti morali e professionali, della capacità finanziaria e degli standard tecnico-organizzativi già previsti. Le autoscuole, inoltre, continueranno ad essere soggette alla vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle province . Vengono, inoltre, inasprite le sanzioni amministrative per chi apre l’attività senza avere i requisiti prescritti. Nel caso, poi, di una ulteriore sede di autoscuole già attività sarà necessario nominare un responsabile didattico in possesso dell’idoneità tecnica.

Entro il 3 maggio 2007 Regioni, province e comuni, ognuno per la propria materia di competenza, dovranno adeguare i propri regolamenti.

GUIDE E ACCOMPAGNATORI TURISTICI

PER ESERCITARE QUESTA ATTIVITA’ BASTA ATTESTARE I REQUISITI PROFESSIONALI PREVISTI DALLE LEGGI REGIONALI:

SALTA LA NECESSITA’ DI AUTORIZZAZIONI PREVENTIVE SPARISCE L’OBBLIGO DI ESSERE RESIDENTI STOP AD UN EVENTUALE TETTO NUMERICO

- le attività di guida turistica e accompagnatore turistico non possono essere subordinate all’obbligo di autorizzazioni preventive, al rispetto di parametri numerici e a requisiti di residenza. Per fare la guida turistica o l’accompagnatore bisogna avere i requisiti professionali previsti dalle leggi regionali.

- ai soggetti titolari di laurea in lettere con indirizzo in storia dell’arte o in archeologia o titolo equipollente l’esercizio dell’attività di guida turistica non può essere negato, nè subordinato allo svolgimento dell’esame abilitante, salvo dimostrare la conoscenza linguistica e del territorio.

- ai soggetti titolari di laurea o diploma universitario in materia turistica o titolo equipollente non può essere negato l’esercizio di attività di accompagnatore turistico, salvo .dimostrare conoscenze specifiche qualora non siano state oggetto di un corso specifico.

- entro il 3 maggio Regioni ed Enti locali dovranno adeguare le disposizioni normative e regolamentari ai nuovi principi.

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GAS NATURALE

PRIMO PASSO VERSO LA BORSA DEL GAS

PICCOLI E MEDIE IMPRESE POTRANNO COMPRARE GAS ON LINE SENZA DOVER ANDARE OLTRE FRONTIERA

CRESCONO GLI SCAMBI SUL MERCATO NAZIONALE DEL GAS NATURALE

- La quota di gas naturale prodotto dai giacimenti italiani che oggi le imprese produttrici versano allo Stato in controvalore (royalties) dovranno essere cedute dai titolari delle concessioni ad altri operatori presso l’esistente mercato regolamentato già funzionante sul sito web di Snam Rete Gas. Un mercato virtuale on line cui possono accedere le imprese che hanno contratti di trasporto di gas in Italia o con chi lo produce in Italia o con chi lo importa dall’estero. La misura renderà più facile ai piccoli e medi operatori trovare gas da comprare, visto che importarlo dall’estero richiede una forza contrattuale idonea a poter stipulare contratti con i fornitori esteri e a trovare la necessaria capacità di trasporto attraverso i gasdotti dall’estero.

- gli introiti del gas ceduto sul mercato virtuale dai titolari delle concessioni andranno allo Stato.

- Tutti i nuovi importatori di gas in Italia dovranno offrire al mercato on line una percentuale del volume importato. Le nuove autorizzazioni all’importazione di gas rilasciate dal ministero prevedranno tale obbligo.

- la percentuale di gas da cedere al mercato virtuale sarà stabilita con decreto del ministro dello Sviluppo economico, sentita l’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Il decreto dovrà essere emanato entro 3 maggio.

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AFFIDAMENTI CONTRATTUALI

QUANDO LA REVOCA DI ATTI AMMINISTRATIVI CHE INCIDONO SU RAPPORTI CONTRATTUALI CON PRIVATI E’ MOTIVATA DAL CONTRASTO DEL PRECEDENTE PROVVEDIMENTO CON L’ INTERESSE PUBBLICO, IL SOGGETTO PRIVATO HA DIRITTO AD ESSERE INDENNIZZATO PER LE SPESE GIA’ EFFETTUATE, MA NON HA DIRITTO ANCHE AL RISARCIMENTO DEL MANCATO GUADAGNO CHE L’INTERESSATO SPERAVA DI OTTENERE DALL’ESECUZIONE DEL CONTRATTO

CHI È STATO DANNEGGIATO NON PUÒ CHIEDERE UN RISARCIMENTO PER LA PARTE IN CUI LUI STESSO HA CONCORSO AL DANNO INFLUENZANDO LA SCELTA SBAGLIATA DELL’AMMINISTRAZIONE.

- con questa norma si prevede, a carico delle Amministrazioni, l’obbligo di corresponsione di un indennizzo nei casi di revoca di atti amministrativi che incide su precedenti rapporti negoziali con i privati. Si estende, quindi, anche all’attività privatistica, la previsione che contempla, in termini più generici, l’ipotesi di “revoca che comporta pregiudizi in danno di soggetti direttamente interessati”. Poiché la revoca consegue ad una diversa valutazione o ad una sopravvenienza che impongono una rivisitazione dell’interesse pubblico come inizialmente apprezzato, è opportuno che il potere di revocare il provvedimento sia condizionato all’obbligo di indennizzare il privato, che per effetto della revoca abbia subito un pregiudizio, anche nei casi - sempre più frequenti - di attività negoziale dell’amministrazione. Versandosi in una ipotesi di responsabilità da atto lecito, motivata in ragione dell’interesse pubblico, non si tratta di un risarcimento del danno ma di indennizzo, in relazione al quale sono dettate anche le modalità per la quantificazione riferita, sotto il profilo quantitativo, al solo danno emergente, con esclusione dei vantaggi futuri venuti meno e nel rispetto dei principi civilistici della valutazione del concorso e dell’attività svolta dall’interessato (art. 1226 c.c.).

- l’amministrazione non è comunque tenuta, secondo gli stessi principi del codice civile applicabile ai privati, a risarcire il danno per la parte in cui la sua scelta sbagliata è stata influenzata da comportamenti dello stesso danneggiato o di altri, ad esempio mediante la presentazione di studi di fattibilità o di preventivi di lavori rivelatisi non rispondenti al vero.

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TAV

SI TORNA ALLE GARE PUBBLICHE EUROPEE CHE CONSENTIRANNO DI SCEGLIERE L’OFFFERTA ECONOMICA PIU’ CONVENIENTE E DI TUTELARE L’INTERESSE PUBBLICO

ENORME RISPARMIO PER LO STATO: FINORA LA REALIZZAZIONE DELLA LINEA DELL’ALTA VELOCITÀ È COSTATA CIRCA TRE VOLTE DI PIÙ DEI PREVENTIVI

VELOCIZZAZIONE DEI TEMPI: FINORA LA REALIZZAZIONE DELL’ALTA VELOCITÀ È DURATA MOLTO DI PIÙ DEI TEMPI PREVENTIVATI

- vengono revocate le concessioni rilasciate a TAV spa dall’Ente Ferrovie dello Stato ed a RFI spa per la realizzazione di talune tratte ferroviarie (Milano-Verona; Verona-Padova; Milano-Genova; terzo Valico dei Giovi). Gli effetti delle revoche si estendono a tutti i connessi rapporti convenzionali stipulati con i general contractors tra il 1991 e il 1992. Sarà così possibile riaprire la realizzazione delle opere in esame al mercato e alla libera concorrenza, mediante l’espletamento di gare pubbliche europee, che consentiranno la scelta dell’offerta economica più conveniente, oltre che la tutela dell’interesse pubblico mediante un’adeguata vigilanza sul rispetto dei tempi e degli oneri finanziari pattuiti.

- questa norma prende le mosse dalla riforma del 2000 che revocò le concessioni dallo Stato a Ferrovie dello Stato e da Ferrovie a TAV, che avevano a loro volta consentito di affidare a pochi grandi gruppi di imprese, i cosiddetti ‘general contractors’, la completa realizzazione delle tratte ferroviarie per l’alta velocità. Dopo la riforma del 2000, il governo della successiva legislatura ripristinò il sistema del general contractor. Così, segnando una anomalia tutta italiana, l’alta velocità ferroviaria è stata finora realizzata con affidamenti senza gara. Con l’attuale norma, invece, si revocano le concessioni determinando così la revoca dei contratti che derivavano dalle precedenti concessioni e si torna alle gare pubbliche europee per le ormai poche tratte ancora libere (vale a dire ancora non realizzate).

- le imprese che hanno iniziato lavori di progettazione saranno risarciti dallo Stato sulla base del rimborso, in deroga alla normativa vigente, dei soli oneri per attività progettuali preliminari effettivamente sostenuti e adeguatamente documentati.

- il governo presenterà al Parlamento una relazione annuale, entro il termine del 30 giugno, sugli aspetti economico-finanziari della norma.

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ROTTAMAZIONE

BONUS DI 80 EURO SUL COSTO DI DEMOLIZIONE DEI VEICOLI

TESSERA GRATIS PER UN ANNO PER IL TRASPORTO PUBBLICO ANCHE PER CHI LAVORA FUORI SEDE

- chi, nel 2007, demolisce autoveicoli per il trasporto di persone e cose, immatricolati come ‘euro 0’ o ‘euro 1’ ha diritto ad un contributo pari al costo di demolizione , entro il limite massimo di 80 euro per veicolo.

- chi rottama la propria auto e non la sostituisce con una nuova può chiedere il rimborso dell’abbonamento al trasporto pubblico locale per un anno sia nel luogo in cui ha la residenza e il domicilio, sia nel luogo in cui lavora.

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SCUOLA

RILANCIO DELL’ISTRUZIONE TECNICO-PROFESSIONALE PER FAVORIRE CRESCITA E SVILUPPO

PIU’ AUTONOMIA E PIU’ OPPORTUNITA’ FORMATIVE PER UNA SCUOLA PIU’ EUROPEA

RITORNANO ‘IN SERIE A’ GLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI NELL’AMBITO DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE, PARI DIGNITA’ RISPETTO AI LICEI

vengono mantenuti (contrariamente a quanto stava per accadere con la riforma Moratti) gli attuali istituti tecnici e professionali, nell’ambito del sistema dell’istruzione secondaria, finalizzati al conseguimento di diplomi di istruzione secondaria. Vengono, quindi, soppressi i licei tecnologici ed economici previsti dalla legge Moratti e mai attuati.

UNA RIVOLUZIONE IN ARRIVO: ORA E’ POSSIBILE ISTITUIRE DEI POLI TECNICO PROFESSIONALI, ALMENO UNO PER PROVINCIA

Ora è possibile istituire, in ciascuna provincia, i “Poli tecnico-professionali”, organismi di natura consortile formati da tre componenti:
1. istituti tecnici e professionali;
2. strutture formative accreditate per il conseguimento di qualifiche e diplomi professionali spendibili a livello nazionale ed europeo;
3. istituti tecnici superiori che saranno istituiti come trasformazione degli attuali Ifts (cioè percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore post secondaria non universitaria).

I Poli sono finalizzati a promuovere in modo stabile e organico la diffusione della cultura scientifica e tecnica e le misure per lo sviluppo economico e produttivo del Paese. Nota bene: ogni anno le imprese cercano, senza trovarli, circa 500.000 giovani che abbiano qualifiche e diplomi tecnico professionali e 80.000 super periti.

ANCHE ALLE SCUOLE STATALI E ALLE PARITARIE NON PROFIT LE AGEVOLAZIONI DELLE FONDAZIONI

a chi fa donazioni in favore delle istituzioni scolastiche, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa vengono riconosciute le stesse agevolazioni fiscali previste per le donazioni fatte alle Fondazioni. Gli sgravi sono previsti per tutte le donazioni effettuate da persone fisiche, imprese e mondo dell’associazionismo no profit (Onlus). (Per questo si prevede anche un’apposita integrazione delle disposizioni contenute nel testo unico delle imposte sui redditi). Questo sarà possibile già nella dichiarazione dei redditi 2008, con riferimento all’anno fiscale 2007. Le agevolazioni fiscali si applicano anche alle donazioni effettuate a favore di scuole paritarie, senza scopo di lucro, che fanno parte del sistema nazionale di istruzione. I dati sulle donazioni, e in particolare quelli che riguardano le persone fisiche o giuridiche che le hanno effettuate, sono dati personali agli effetti del codice in materia di protezione dei dati personali e come tali vanno trattati.

RIORDINO E POTENZIAMENTO DEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI

- vengono riordinati e potenziati gli istituti tecnici e professionali, quali istituzioni appartenenti al sistema dell’istruzione secondaria superiore, strutturati organicamente sul territorio attraverso collegamenti stabili con il mondo del lavoro, con la formazione professionale, con l’università e la ricerca.

- si adottano appositi regolamenti ministeriali per snellire il numero degli attuali indirizzi di studio degli istituti tecnici e professionali, per avere un monte ore di lezioni sostenibile dagli allievi, per prevedere più spazio per le attività di laboratorio, di tirocinio e di stage e per orientare meglio alle scelte universitarie e al sistema dell’istruzione e formazione tecnica superiore.

RACCORDO TRA ISTRUZIONE TECNICO PROFESSIONALE E ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE

vengono predisposte linee guida, definite con il sistema delle Regioni e delle Autonomie Locali, per realizzare raccordi organici tra i percorsi dell’istruzione tecnico-professionale e i percorsi dell’istruzione e formazione professionale effettuati da idonee strutture formative e per il conseguimento di qualifiche e diplomi professionali di competenza delle Regioni che rispondano ai livelli essenziali delle prestazioni e siano spendibili su tutto il territorio nazionale.

RINVIO DI UN ALTRO ANNO PER LA RIFORMA MORATTI

viene rinviato di un altro anno l’avvio del secondo ciclo di istruzione previsto dalla riforma Moratti.

Giovani e pensioni: tre domande fondamentali

admin 14 03, 2007

  1. I giovani avranno la pensione? E se sì, a che condizioni la avranno?
  2. Coefficienti di trasformazione? Quali vantaggi o svantaggi per i giovani da un’eventuale riforma? Quali vantaggi o svantaggi, inoltre, dalla rimozione dello scalone?
  3. Che cosa vuol dire per voi impostare la riforma delle pensioni nell’ottica della solidarietà tra le generazioni?

Le risposte su “La voce.info”

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